“Il libro fu scritto, forse dettato (tanta è la naturalezza, l’immediatezza), in tardissima età dalla Prato, con la libertà estrema di chi gioca l’ultima carta. Dopo una vita operosa, ma sempre difficile: in qualche modo impedita”. Lalla Romano
“Educandato è parola d'altri tempi che sa di trecce ben tirate e annodate senza vezzo di nastri, di divise, scarpe basse e gonnelle sotto il ginocchio, di tombolo, ricami e cucito, di preghiere, refettorio, dormitorio e campanelle”. Alessandra Iadicicco
"Il racconto perfetto? Questo. Almeno all'interno della letteratura nella nostra lingua; si tratta di un piccolo gioiello, anzi, uno scrigno, all'interno del quale troverete una scrittura armoniosa, musicale e poetica, ma allo stesso momento ribelle e disubbidiente". Sandro Bonvissuto
“Lo sguardo di Prato, e la sua penna per conseguenza, è telescopico. Si posa su una pietra, su un gatto, sul Tevere, su un termine e lo srotola da allora a qui, lo squaderna, lo mette in prospettiva”. Chiara Valerio







