Monografia

Campane a Sangiocondo

“Assomiglia a Don Camillo ma si chiama Don Pacì. E, a differenza del sanguigno prete con la faccia di Fernandel inventato da Giovannino Guareschi, ebbe scarsissima fortuna”. Cristina Taglietti

Sangiocondo sorge in una regione collinosa, dove le colline stanna ognuna per conto proprio senza formare né blocchi, né catene; forse sono confederate fra di loro, ma quel che appare è la loro indipendenza.
Ognuna ha in cima qualche cosa, o un paese o una vecchia torre. Sui fianchi non c’è manco una borgatella; la gente assomiglia alle colline, non ama appoggi alle spalle.

La zona, vastissima, finisce a levante nel mare; a ponente si inerpica pian piano sino a raggiungere una grande catena di monti. 

Tra le colline ce n’è una più alta delle altre e più sola, che sostiene il paese di Sangiocondo come il fare la sua lanterna. 

Di lassù si vede luccicare il mare all’orizzonte e si abbraccia tutto intero il poderoso nodo montano; intorno, colline di forme capricciose, brevi pianure come piazzuole verdi e piccole valli scavate dai fiumi che, buoni buoni, se ne vanno dai monti al mare serpeggiando con grazia. La mattina queste valli sono coperte di nebbia che, quanto è tanta, sconfina dalla propria zona, si fonde quella di una valle con quella dell’altra, e sommerge le colline più basse; allora Sangiocondo pare uno scoglio in mezzo a un silenzioso mare biancastro. 

Assomigliare il paese alla lanterna di un faro è giusto, se si guarda l’isolata collina da molto lontano, ma avvicinandosi e cominciandone la salita, l’aspetto cambia. 

  • Pubblicato da
  • A cura di
    e con un saggio di Noemi Paolini Giachery
  • Categoria
  • Data di pubblicazione
    14 Settembre 2021
  • ISBN
    9788883092688
  • Lingua
  • Dettagli
    309 p. ; 17 cm.
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